Milan, vittoria e progressi

Il Milan batte il Brescia nella partita d’esordio davanti al proprio pubblico e compie un piccolo passo avanti sul piano del gioco, rispetto alla partita con L’udinese. Intendiamoci, niente di clamoroso, niente calcio champagne, ma certamente un progresso sulla strada verso un assetto che abbia la chiara impronta di mister Giampaolo.

A sorpresa il tecnico rossonero lascia fuori Paquetà e Piatek, a favore di Calhanoglu e Andrè Silva. Nei primi 20/25 minuti il Milan tiene bene il campo, favorito anche da un Brescia che concede troppa profondità agli avversari che in questo modo vanno a nozze negli spazi concessi dalle rondinelle. Addirittura in paio di occasione il Milan riparte in contropiede, non riuscendo però a concretizzare le potenziali occasioni da gol. Al dodicesimo minuto i padroni di casa passano in vantaggio: stupendo cross dalla destra di Suso, che mette la palla proprio sulla testa di Calhanoglu che schiaccia in rete dal limite dell’area piccola. Poco dopo una palla lunga scagliata da centrocampo giunge a Silva solo in area, ma con le spalle rivolte alla porta riesce solo a tentare un pallonetto di esterno destro che termina alto. Poi Calhanoglu tenta il bis con un tiro a giro da fuori area, alto anch’esso. A centrocampo le presenze di Kessie e Bannacer si notano eccome, se non altro perché occupano le zone di campo di loro competenza, al contrario di Udine dove le stesse zone erano di pertinenza di Borini e Calhanoglu, che apparivano due pesci fuor d’acqua. In attacco Suso gioca largo a destra, nella sua posizione naturale, con licenza di accentrarsi. Castillejo si posiziona centrale d' attacco ma un po’ più arretrato, quasi da falso nove, mentre Andrè Silva parte largo a sinistra cercando poi di tagliare in diagonale il campo, occupando lo spazio lasciato libero dallo stesso Castillejo.

Poco prima della mezz’ora però, il Milan si accartoccia nuovamente su se stesso e assume le sembianze della squadra vista a Udine. Il Brescia, a seguito di una mischia va vicinissimo al pareggio, ma la palla termina alta. Da un tentativo da fuori area, deviato da Rodriguez nasce un nuovo pericolo per Donnarumma, bravissimo a smanacciare in extremis la parabola divenuta beffarda del pallone. Il primo tempo termina senza altri sussulti, sussulti che vengono a mancare anche per gran parte del secondo tempo, finché il Brescia negli ultimi minuti non concede nuovamente ampi spazi ai rossoneri, che a quel punto creano ben quattro occasioni per raddoppiare: Piatek si vede negare il gol per ben 3 volte dal portiere del Brescia, che prima lo stoppa da distanza ravvicinatissima, e poi devia in angolo un preciso destro del polacco, destinato all’angolo basso alla sinistra di Joronen. La terza chance Piatek la crea in mischia, il pallone entra per tre quarti, ma sul filo di lana l’estremo difensore bresciano blocca il pallone con una mano. Infine, una palla scagliata di sinistro da fuori area da Paquetà colpisce il palo, Suso la raccoglie ma il tiro a giro termina altissimo.

La partita termina, il Milan ottiene 3 punti importantissimi, ma nonostante i piccoli progressi, l’impressione è che Giampaolo debba ancor chiarirsi le idee su alcuni dei suoi uomini e abbia ancora bisogno di tempo affinché il gioco visto a sprazzi contro il Brescia trovi continuità e brillantezza. Il cartello dei lavori in corso è ancora lontano dall’essere rimosso.