Elogio del divano: perché lo sport è una cosa bella della vita, non la vita stessa

Dice Gatto Scrivente, di Carlo Esposito

Mi ha colpito molto l’ultimo drammatico articolo di Monetti, apparso su Runtoday. Ad essere sincero, l’articolo non dice assolutamente nulla, come capita sempre più spesso al Nostro, se non che dobbiamo affidarci a Ignazio Antonaci per il nostro allenamento casalingo. Figurarsi, uno che ha collezionato diverse esilaranti figuracce facendosi beccare a imbucarsi alle gare senza pettorale e pubblicando foto di inverecondi allenamenti collettivi in pieno lockdown. Ma no, non è di loro due che voglio parlarvi, ormai non meritano più che una leggera presa in giro, al massimo qualche meme. Quello che mi ha messo addosso una smisurata tristezza è stato il titolo: VISTO CHE NEVICA E TANTI OGGI RIMARRANNO A CASA, ALMENO NON STATE SUL DIVANO! Ecco, io sono qui per farvi un elogio del Divano. Trovo insopportabile questa divisione manichea del mondo tra “divanisti” e “sportivi”.

Non necessariamente si sta sul divano a instupidirsi davanti alla TV, con cibo spazzatura e alcol scadente. Io ad esempio, sul divano faccio alcune delle cose più belle della vita: dormo, tengo uno o più gatti sulla pancia, leggo, ascolto musica, suono, scrivo, disegno, lavoro, faccio l’amore con mia moglie. Mi piace talmente tanto fare tutte queste cose sul divano, che ne ho due in casa e due all’aperto. Anzi no, più di due, perché vale anche l’amaca. Vale anche quando in montagna scelgo per la sosta un albero gigantesco e ombroso a cui appoggiare la schiena con un cuscino di muschio sotto il culo, o un masso, alla fine della ferrata, adatto alla bisogna, comodo e sottovento. E perfino la vasca da bagno, dalla quale vengo fuori solo quando l’acqua inizia ad essere fredda. Insomma, la mia vita è costellata di divani. Perché vedete, sono i luoghi in cui, essendo il corpo rilassato, si fa molto bene la cosa più importante per un essere umano, ovvero PENSARE. Ammesso che siate da soli, perché altrimenti nulla può competere con una buona conversazione. Se fuori nevica, io guarderò la neve cadere, dal mio divano, e poi quando spunterà il sole, con un paio di pedate mi farò il mio divano nella neve.

Questo elogio dell’iperattività compulsiva, questa semplificazione demonizzante del DIVANO, mi intristisce enormemente, perché cela un terrore dei propri pensieri, una incapacità assoluta di avere una vita piena e varia, scarsa, scarsissima fantasia, e una lobotomizzante ossessione per la forma fisica e per il corpo che è direttamente proporzionale all’impoverimento del cervello. Ah, a proposito: io sono uno sportivo, pratico regolarmente quattro sport, e solo di corsa ne ho fatta più di quei due messi insieme. Ma non ne parlo mai, e sapete perché? Perché sono il GattoScrivente, e ho capito che lo Sport è una cosa bella della vita, NON È la vita. Se nevica, l’ultima cosa che farò sarà di collegarmi tramite schermo alla pagina di un tizio imbarazzante (dal quale non mi farei consigliare nemmeno come allacciarmi le scarpe) per farmi dire come si fa yoga e stretching. Guarderò nevicare, dal mio DIVANO. E avrò l’ennesimo, esaltante, profondo, umano  e semplicissimo incontro coi pensieri.”Inviato da iPhone