Dal film alla vera storia: Billie Jean King e la battaglia dei sessi.

Se dovessi riassumere questo film in poche parole, lo sintetizzerei così: racconta di come la rivoluzione culturale del 1968, nel tennis si compirà solo nel 1973, grazie alla partita chiamata "La battaglia dei sessi". La protagonista, interpretata da Emma Stone, è una delle più grandi tenniste di sempre, Billie Jean King. A Steve Carrell, che veste i panni di Bobby Riggs, ex campione degli anni 40, tocca il ruolo di antagonista, personaggio tra il guascone e il disperato, alla continua ricerca di quelle luci della ribalta e preda del demone del gioco.

Billie Jean Moffitt, sposata King, tra gli anni 60 e 70 è la numero 1 del tennis mondiale. All'età di 30 anni, ha vinto tutti i tornei dello Slam, di cui gli US Open per ben 3 volte e Wimbledon addirittura per 5. Diviene inoltre presidente della neonata Women's Tennis Association. A questo punto della sua vita Billie Jean non solo domina sul campo da gioco, ma è un punto di riferimento per tutto il movimento tennistico in rosa. Anche Bobby Riggs è stato re della racchetta, con una vittoria a Wimbledon nel 1939, oltre ai 2 successi agli US Open nel 39 e nel 41. Nel 1973 Riggs ha 55 anni e come già detto, è invischiato nel giro delle scommesse. Probabilmente proprio seguendo le gesta della King, trova l'ispirazione per tornare a far parlare di sé. Decide di assumere le sembianze del "maiale maschilista", come lui stesso si definirà, lanciando una sfida in una regolare partita alla numero uno del tennis mondiale femminile. E per infiammare gli animi e attirare attenzione dei media, si lancia in una fatwa contro le donne. Billie Jean non vuole prestarsi a quella che ha tutte le fattezze della farsa. Così, non riuscendo a portare la King dall'altra parte della rete, Bobby decide di giocare contro la sua più grande rivale. Il 13 maggio 1973 va in scena la prima "Battaglia dei sessi", tra Bobby Riggs e Margaret Court. Sorprendentemente, la malcapitata Margaret soccombe in 2 set: 6-2, 6-1.

Per Billie Jean King e tutto il movimento tennistico femminile, la debacle della Court diventa un grosso problema. Se una delle più grandi tenniste in attività perde così nettamente contro un ex campione fuori forma, le loro rivendicazioni finiranno per apparire infondate. Così, si vede costretta ad accettare la sfida di Riggs, che finalmente raggiunge così il suo scopo. Il 20 settembre 1973 però, giorno della partita, anche lei si presta allo show allestito per l'occasione: sa a che tipo di "festa" è chiamata a partecipare, rifiutarsi di vestire l'abito dello scherno sarebbe inutile, oltre che controproducente. Bobby però perderà presto la sua boria, vera o fittizia che sia. Billie Jean fa sul serio, costringe l'avversario a rincorrere la pallina da una parte all'altra del campo, con colpi di volèe che lo prendono in contropiede. Riggs, non riuscendo a sostenere il ritmo imposto dalla King, va in riserva già dopo il primo set. Il match è senza storia: 6-4, 6-3, 6-3, vittoria in 3 set per Billie Jean King.

In seguito la King e Riggs diverranno grandi amici, sempre che fossero mai stati nemici.

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