Bonfiglio è tornato:"Ho voltato pagina, ma gli insulti mi hanno fatto male".

Marco Bonfiglio è tornato e lo ha fatto col botto, cogliendo un ottimo secondo posto assoluto alla prima edizione della Maratona della Valle d'Aosta, tenutasi ieri, chiusa con un tempo di 2h56'. Dopo aver scontato i sei mesi di squalifica, a causa della positività al test antidoping riscontrata al termine della Ticino Ultramarathon dello scorso ottobre, Marco è tornato a gareggiare e a rilasciare dichiarazioni ufficiali, cosa che aveva preferito non fare in questi mesi convulsi.

Ciao Marco, bentornato. Partiamo dalla gara: come è andata la Maratona della Valle d’ Aosta?

E’ stata una giornata ricca di emozioni. Mi sembrava di essere fuori dal giro da una eternità, infatti avevo come la sensazione di correre la mia prima maratona. L’accoglienza da parte di tutti i partecipanti è stata commovente, ognuno voleva dimostrarmi il proprio affetto e darmi il bentornato. Venendo alla maratona, avevo in testa di fare una gara tranquilla, rientravo dopo sei mesi e non ero neanche molto allenato, poi lungo il percorso l’adrenalina è salita e sinceramente posso dire che ho speso molto più energie di quelle che avevo. Intorno al trentaquattresimo chilometro mi sono attestato in seconda posizione, che ho conservato fino al traguardo. Ero davvero spremuto, in maratona forse non mi era mai successo, e alla fine è scesa anche qualche lacrimuccia.

Per chi non lo sapesse, vuoi raccontare perché sei stato sospeso?

In realtà non l’ho mai spiegato ufficialmente, in quanto non ritenevo fosse il momento giusto. Aspettavo di ripartire per riassumere la vicenda in modo più sereno. Purtroppo ho fatto una cazzata, ero stato lontano dalle gare per più di un mese, a causa di alcuni problemi di salute, avevo dovuto rinunciare persino alla Spartathlon. Ho fatto delle cure in quel periodo, che prevedevano tra le altre anche la somministrazione di Bentelan. Una settimana dopo aver terminato questa benedetta cura, ho voluto tornare a gareggiare, affrettando troppo il rientro ma la voglia di correre era tanta e non ho avvero pensato che mi esponessi al rischio di risultare positivo al controllo antidoping. Era una gara poi davvero di poco conto per me, c’erano cinquantuno partenti, doveva essere solamente un allenamento in vista delle gare in programma di lì a un mese. Sono stato un ingenuo, ecco tutto.

E’ stato molto duro questo periodo senza gare?

Lì per lì no, avevo dei problemi di salute da risolvere e la corsa non era certo la mia priorità. Poi piano piano ho ripreso ed allenarmi e sapete tutti quanto correre abbia un ruolo importante nella mia vita, che ne è risultata quindi un po’ stravolta. Diciamo che in questo periodo di stop forzato ho rispolverato alcune passioni che avevo messo un po’ da parte.

Sui social i tuoi detrattori sono andati a nozze, sei stato attaccato da più parti, è sembrato che un tuo passo falso fosse atteso da tempo. Cosa vuoi rispondere loro, adesso che sei tornato?

Ora come ora, non mi interessa per nulla rispondere. Sono ripartito, ho voltato pagina, quello che è successo è stato per me un grosso insegnamento. Ne hanno dette di tutti i colori su di me, sulle prime ho risposto, a volte anche sbagliando, adesso però non me ne importa più nulla.

Cosa ti è dispiaciuto di più di tutta questa faccenda?

La cosa che più mi è dispiaciuta è stata aver commesso l’errore di voler riprendere a gareggiare troppo in fretta, se avessi aspettato un altro po’ non sarebbe successo nulla. E poi mi sono dispiaciuti gli attacchi venuti da più parti, che sommati alla squalifica e ai miei problemi di salute hanno contribuito a farmi cadere nell’oscurità. Comunque è stata anche una occasione per capire chi sono gli amici, quelli veri. Ho fatto una scrematura delle persone di cui mi circondo.

Perché c’è stato un accanimento simile nei tuoi confronti?

Secondo me alcune persone aspettano solo un passo falso di chicchessia per sparare a zero contro di esse. Ho subito attacchi che nulla hanno a che vedere con lo sport. Queste persone, non sapendo che altro fare durante la giornata, godono nell’infangare la gente. Io accetto ben volentieri la critica, però gli insulti e la derisione non hanno nulla a che vedere con le critiche, inoltre credo siano pratiche molto scorrette. Mi è venuto anche il sospetto che attraverso di me, si volesse denigrare il mondo delle ultramaratone.

Poco tempo dopo la tua squalifica, è arrivata anche quella di Luisa Betti, volto noto del mondo delle ultramaratone, ma sportiva molto diversa da te. Eppure anche nel suo caso, le critiche sono state feroci.

Si, io e lei siamo non solo sportivi molto diversi, ma anche persone molto diverse. Comunque anche lei è stata attaccata molto duramente, e posso dire in tutta tranquillità che nel suo caso si è andati davvero molto oltre. Sono stati toccati argomenti così personali che nessuno al mondo si dovrebbe permettere di toccare. Queste persone sono il marcio dei social, una volta c’erano gli scemi del villaggio, si trovavano al bar a dire quattro cretinate e finiva lì. Oggi con Facebook hanno trovato il modo di amplificare le sciocchezze che dicono.

Ci sono state comunque molte persone che sono rimaste al tuo angolo, che ti hanno sostenuto e incoraggiato in questi mesi

Assolutamente, sono state la forza in più per continuare, ho avuto dimostrazioni di affetto eccezionali. Tantissime persone oggi hanno voluto manifestarmi il loro incoraggiamento e anche la comprensione, rassicurandomi, dicendomi che sbagliare capita, e che non mi devo preoccupare per questo. Approfitto per ringraziare in particolare i componenti del mio team, Impossibile Target, che mi sono stati tutti vicini in modo compatto.

Il doping, che sia in buona o cattiva fede è uno sbaglio, lo hai ammesso tu stesso nel tuo comunicato di qualche mese fa, e non credo che la tua opinione sia cambiata. giusto?

Si certo, infatti non ho mai negato di aver commesso uno sbaglio seppure in buona fede. Però ci sono alcuni distinguo da fare: le squalifiche vanno in base alla sostanza assunta, alla quantità e alla circostanza. Nel mio caso la squalifica è stata comminata riconoscendo però la non volontarietà nell’assunzione, la non intenzionalità di alterare la prestazione e l’assunzione a fine terapeutici. Chiaramente mi è stata contestata la negligenza, da qui la squalifica di sei mesi.

Ora cosa prevede il tuo programma di gare?

Il futuro è tutto da programmare, vorrei tornare alle mie amate ultramaratone nel 2020, magari correndone qualcuna in meno rispetto al passato. Per quest’anno mi dedicherò a qualche altra maratona, magari tornerò sul Lago d’Orta, a fare le dieci, in dieci (dieci maratone in dieci giorni) ma anziché fare le maratone voglio correre le cinquanta chilometri.